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mercoledì 18 Marzo, 2026
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Iran, il difficile equilibrismo del governo Meloni che non vuole farsi trascinare in guerra dagli Usa ma non può nemmeno inimicarsi Donald Trump

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Un aiuto militare per tenere aperto lo Stretto di Hormuz? L’Italia ringrazia, ma passa la mano. Donald Trump questa settimana se l’è presa con la Nato dopo che la maggior parte dei membri dell’Alleanza Atlantica (che è un’alleanza di natura difensiva, vale la pena ricordarlo), ha detto che non vuole essere coinvolta nella guerra di Washington contro l’Iran, nemmeno nel tentativo Usa di creare una coalizione che scorti le navi che passano dallo Stretto di Hormuz e che sono sotto il tiro dei missili e dei droni iraniani.

“Non abbiamo mai avuto bisogno della Nato”, ha spiegato il presidente statunitense, che non ha risparmiato insulti, affermando che la Nato sta “facendo un errore stupido: questo era un test, non abbiamo bisogno di loro, ma avrebbero dovuto esserci”. Il ministro francese delle finanze ha dichiarato che in realtà Parigi è pronta ad aiutare Washington a tenere aperto lo Stretto, ma solo dopo che sarà finita la guerra, non mentre piovono missili e droni. E l’Italia?

Il governo Meloni viene visto in Europa ma anche in America come filo-trumpiano, soprattutto per il forte rapporto personale della premier con il presidente Usa. Roma, tuttavia, si è ritagliata una posizione diplomatica incentrata sulla cautela. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha detto a SkyTg24 che “non esiste, soprattutto per noi, capacità di difesa e deterrenza senza la Nato e non esiste la Nato capace di difendere e di essere deterrente senza gli Stati Uniti”. Di fatto, “l’alleanza con gli Usa è fondamentale per la nostra sicurezza”, ha chiarito il ministro, aggiungendo però che “questo non significa essere sempre d’accordo”.

Per Crosetto, la soluzione per la ripresa della navigazione dello Stretto di Hormuz è “creare un canale sicuro”, coinvolgendo “tutte le nazioni del mondo”. In questo modo, “risolveremo il problema, anche per Trump”, ha chiosato il ministro della Difesa. Insomma, l’Italia non può che rimanere filo-statunitense, ma non è disposta a farsi coinvolgere nella guerra in Medio Oriente. “Siamo sempre stati leali con gli Usa con qualsiasi presidente ma questa guerra non coinvolge un’area di interesse della Nato di competenza della Nato”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ad Agorà su Raitre, aggiungendo che “non siamo in guerra e nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra”.

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