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domenica 15 Marzo, 2026
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Ritardo sui piani edilizi sostenibili, infrazione Ue per Italia e altri 18 Paesi

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La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia e di altri 18 Stati membri dell’Unione, tra cui anche Francia e Germania, per non aver presentato entro i termini previsti il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici richiesto dalla direttiva europea sulle cosiddette “case green”. La scadenza fissata da Bruxelles era il 31 dicembre 2025, ma diversi Paesi non hanno ancora trasmesso il documento necessario per delineare le strategie nazionali di miglioramento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio.
L’apertura della procedura è stata annunciata dalla Commissione europea in una nota ufficiale, con l’invio delle lettere di costituzione in mora ai governi interessati. Si tratta del primo passaggio formale previsto nel sistema di controllo del rispetto del diritto comunitario, che mira a sollecitare gli Stati membri a conformarsi agli obblighi stabiliti dalle direttive europee.
I Paesi coinvolti hanno ora due mesi di tempo per fornire chiarimenti e presentare le proprie osservazioni alla Commissione. In caso di risposta ritenuta insufficiente o in assenza di progressi concreti, l’esecutivo europeo potrà decidere di procedere con la fase successiva della procedura, che prevede l’invio di un parere motivato e l’eventuale prosecuzione dell’iter fino al deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici rappresenta uno degli strumenti centrali della strategia europea per ridurre le emissioni nel settore immobiliare, responsabile di una quota significativa dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂ nell’Unione. Attraverso questi piani, gli Stati membri sono chiamati a definire obiettivi, misure e tempistiche per accelerare la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio e migliorare l’efficienza degli edifici nel lungo periodo.
Il ritardo nella presentazione dei piani riflette le difficoltà che molti governi stanno incontrando nel tradurre gli obiettivi europei in politiche nazionali, soprattutto in Paesi con un patrimonio immobiliare molto esteso e spesso datato. La direttiva sulle “case green”, infatti, rappresenta uno dei pilastri del Green Deal europeo e mira a ridurre progressivamente il consumo energetico degli edifici, favorendo interventi di ristrutturazione e miglioramento delle prestazioni energetiche.
Per l’Italia, il dossier si inserisce in un contesto già segnato dal dibattito sulle politiche di efficientamento energetico degli edifici, dopo gli effetti economici e finanziari delle misure di incentivo adottate negli ultimi anni. La procedura avviata da Bruxelles rappresenta quindi un richiamo formale affinché il Paese definisca e trasmetta al più presto il proprio piano nazionale, necessario per allinearsi agli obiettivi europei di decarbonizzazione del settore edilizio.
Gloria Giovanditti

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