Il governo italiano è preoccupato per le conseguenze della guerra di Israele e Usa contro l’Iran. La premier Giorgia Meloni ha scelto la radio per esprimere, ieri, i timori dell’esecutivo. Intervistata da Rtl 102.5, la presidente del Consiglio ha spiegato che sono stati “mobilitati e allertati permanentemente tutti i servizi di sicurezza” per i rischi relativi al “terrorismo legato al fondamentalismo islamico”. Insomma, tornano i timori per attacchi terroristici mentre è in corso la guerra in Medio Oriente, motivo per cui “la guardia è altissima”, ha affermato Meloni.
Ma non si tratta solo di sicurezza in senso stretto. L’Italia è un importante cliente del gas naturale liquefatto del Qatar e in questi giorni il prezzo del gas al TTF di Amsterdam è balzato del 60% superando i 50 euro al megawattora, dopo che l’Iran ha colpito un importante sito produttivo di Qatar Energy e a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz. Le imprese italiane, dunque, temono forti rincari nelle bollette, così come i cittadini. Meloni ha assicurato di aver già allertato l’Arera, l’autorità di regolazione dell’energia, che si è attivata per “verificare l’andamento dei prezzi ed evitare i fenomeni speculativi” grazie all’ausilio di una specifica task force. Meloni ha addirittura dichiarato che il governo è pronto “anche ad aumentare le tasse a aziende che attualmente dovessero speculare” sulla crisi.
Per quanto riguarda il ruolo dell’Italia nel conflitto, la presidente del Consiglio ha spiegato a Rtl 102.5 che il Paese non è “in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. Roma, tuttavia, è intenzionata ad aiutare i Paesi del Golfo, presi di mira dalla rappresaglia di Teheran, inviando soprattutto sistemi di difesa aerea, come il SAMP/T (Surface-to-Air Missile Platform/Terrain), un sistema missilistico a media portata, capace di rispondere immediatamente sia a minacce aeree come caccia e droni, sia a missili balistici a corto raggio. Per quanto riguarda l’utilizzo di basi Usa sul territorio italiano, come quella di Sigonella, Meloni ha detto di attenersi agli accordi. Secondo Repubblica, tali basi potrebbero essere usate per motivi legati alla logistica, non per bombardare. La premier, comunque, ha chiarito che finora non è arrivata nessuna richiesta da parte di Washington.





