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mercoledì 4 Marzo, 2026
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Ripresa graduale per l’Italia: consumi e fiducia spingono il Pil nel 2026

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La ripresa dell’economia italiana prosegue con gradualità e, secondo le stime di Confcommercio, a febbraio il Pil dovrebbe registrare una crescita tendenziale dell’1,3%. È quanto emerge dalla Congiuntura diffusa dall’associazione, che evidenzia come il 2026 si sia aperto in continuità con i segnali di miglioramento emersi nell’ultima parte dello scorso anno.
Nell’ultimo trimestre del 2025 il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,3% su base congiunturale, sostenuto dai progressi registrati dagli indicatori ad alta frequenza a partire dall’autunno. Le revisioni al rialzo dei conti del secondo e terzo trimestre hanno inoltre contribuito a rafforzare il bilancio complessivo dell’anno appena concluso, che si è chiuso con un risultato migliore rispetto alle attese iniziali. Un dato che, secondo Confcommercio, lascia al 2026 una “eredità statistica” favorevole.
Le prime indicazioni sull’inizio dell’anno appaiono incoraggianti. A gennaio il Pil avrebbe segnato un incremento congiunturale dello 0,3% e anche per febbraio è attesa una variazione positiva dello 0,2%, in linea con una dinamica tendenziale finalmente superiore all’1% rispetto allo stesso mese del 2025. Un andamento che riflette un clima di maggiore fiducia tra imprese e famiglie, con effetti positivi sulla produzione industriale e sulla propensione al consumo.
Sul fronte della domanda interna, anche i consumi mostrano segnali di consolidamento. A gennaio si registra un aumento dello 0,5% su base annua e dello 0,3% rispetto a dicembre, confermando un moderato recupero che non riguarda più soltanto i servizi ma inizia a coinvolgere anche i beni. Tuttavia, l’associazione invita alla prudenza: i miglioramenti non cancellano le fragilità ancora presenti e le prospettive di breve periodo restano condizionate da elementi di incertezza.
In particolare, per alcuni segmenti si assiste a un passaggio dalla contrazione alla stagnazione. È il caso di diversi beni durevoli per la casa, dove la riduzione delle vendite sembra essersi arrestata senza però lasciare spazio a una vera ripartenza. Le variazioni negative risultano più circoscritte rispetto ai mesi precedenti, ma la dinamica complessiva resta debole.
Un contributo più deciso alla ripresa dei consumi potrebbe arrivare dall’andamento dei prezzi. L’inflazione si mantiene su livelli storicamente contenuti e, secondo le stime di Confcommercio, a febbraio è atteso un aumento dello 0,3% rispetto a gennaio e dell’1,1% su base annua. Le tensioni ancora presenti nei comparti alimentari e la moderata volatilità degli energetici dovrebbero progressivamente attenuarsi nei prossimi mesi, anche alla luce di un’inflazione di fondo che resta sotto la soglia del 2%.
Nel complesso, il quadro delineato dall’associazione è quello di una crescita che si consolida ma senza accelerazioni marcate. Il 2026 si apre con segnali positivi e con una base statistica favorevole, ma il percorso di rafforzamento della domanda interna e degli investimenti richiede ancora cautela. La ripresa c’è, ma resta graduale e legata all’equilibrio tra fiducia, stabilità dei prezzi e tenuta dei consumi.
Gloria Giovanditti

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