Dopo mesi di difficoltà, il manifatturiero dell’area euro torna a dare segnali concreti di ripresa. A febbraio il settore ha registrato la performance migliore degli ultimi quasi quattro anni, superando la soglia che separa la contrazione dalla crescita.
Secondo l’indice Hcob Pmi, nell’eurozona il dato è salito a 50,8 punti dai 49,5 di gennaio, raggiungendo i massimi in 44 mesi. Un valore superiore a 50 indica espansione dell’attività economica, segnale che il comparto industriale sta gradualmente recuperando slancio.
Anche l’Italia mostra segnali incoraggianti. L’indice è salito a 50,6 punti rispetto ai 48,1 di gennaio, segnando un ritorno alla crescita dopo tre mesi consecutivi di contrazione. A sostenere il miglioramento sono stati soprattutto la ripresa della produzione e l’aumento del portafoglio ordini, elementi che lasciano intravedere una fase più stabile per il settore.
Il quadro europeo appare nel complesso positivo, con alcune differenze nazionali. In Germania l’indice si attesta a 50,9 punti, in linea con il dato medio dell’eurozona e in netto miglioramento rispetto ai 49,1 di gennaio. In Francia, invece, il Pmi scende a 50,1 dai 51,2 del mese precedente, pur rimanendo appena sopra la soglia di espansione.
Nel complesso dell’area euro, la crescita dei nuovi ordini ha alimentato una vigorosa espansione della produzione industriale. Migliorano anche le prospettive per i prossimi dodici mesi: il livello di fiducia delle imprese manifatturiere ha raggiunto il punto più alto da febbraio 2022, segnale di un rinnovato ottimismo sulle possibilità di sviluppo.
Restano tuttavia alcune ombre. Le pressioni sui prezzi continuano ad aumentare: l’inflazione dei costi dei beni è accelerata per il terzo mese consecutivo, toccando il livello più alto in oltre tre anni. Di conseguenza, anche i prezzi di vendita applicati dalle aziende manifatturiere sono cresciuti, con un’intensità che non si registrava dal marzo 2023.
Il manifatturiero europeo, dunque, torna a crescere, ma la partita resta aperta. La solidità della ripresa dipenderà dalla capacità delle imprese di gestire l’aumento dei costi e di consolidare la domanda nei prossimi mesi.
Andrea Valsecchi





