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martedì 3 Marzo, 2026
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Ucraina: la Russia arranca sul campo, l’unica vittoria di Putin è nella guerra d’informazione. Mosca rilancia la delegittimazione di Zelensky

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Il successo che la Russia non riesce a ottenere sul campo in Ucraina, lo ottiene nella guerra d’informazione. Si stima che le truppe di Putin abbiano conquistato meno dell’1% del territorio ucraino nel 2025 e l’occupazione del 20% del Donetsk ancora libero (cioè, controllato dagli ucraini), rimane per ora un miraggio. I giornali russi raccontano da parecchi mesi delle crescenti difficoltà economiche del Paese che deve fare i conti con prezzi in rialzo su molti fronti, a partire dai generi alimentari, a cui si aggiungono previsioni fosche di crescita per quest’anno. Tuttavia, il Cremlino continua con un certo successo a propagandare il successo della strategia russa in Ucraina, suggerendo che la vittoria sul campo sia vicina. Una narrativa che sembra fare presa in diversi strati dell’opinione pubblica occidentale, compresa quella statunitense.

La strategia comunicativa russa ha due facce: da una parte, Mosca usa toni intimidatori e aggressivi, dall’altra è attenta a risultare dialogante e pronta alla pace. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che l’Ucraina sarebbe passata da essere un “regime fantoccio che giocava a fare democrazia” a essere una “cellula terroristica internazionale con tendenze neonaziste”, secondo quanto riporta Rai News. Nel frattempo, i media internazionali riportano che Mosca starebbe valutando di proporre una governance temporanea per l’Ucraina sotto l’egida dell’ONU. Questo dovrebbe avvenire nel momento in cui il conflitto cesserà.

Torna dunque l’idea prepotente di Mosca che vuole decidere con chi trattare: trasformare l’Ucraina in un protettorato consentirebbe secondo Putin lo svolgimento di elezioni e la nascita di un governo che potrebbe firmare un accordo di pace. È il lupo che si nasconde da pecora: dietro questa idea c’è tutta la protervia russa che insiste nel non riconoscere come legittimo il governo guidato da Volodymyr Zelensky e che finirebbe per espropriare l’Ucraina della sua sovranità.

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