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lunedì 6 Aprile, 2026
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Cioccolatò 2026: Torino capitale italiana del cioccolato

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Torino torna al centro della filiera italiana del cacao con numeri che raccontano un comparto in piena espansione. L’Italia conta 755 imprese manifatturiere attive nella lavorazione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie; includendo anche le attività commerciali, il sistema supera le 1.800 unità. Il Piemonte ne ospita 106, pari al 14% del totale nazionale, e Torino e provincia concentrano da sole circa il 7% dell’intera manifattura italiana del settore. In questo scenario si inserisce Cioccolatò 2026, in programma dal 13 al 17 febbraio in Piazza Vittorio, che introduce per la prima volta un’Area B2B pensata per favorire incontri strutturati tra produttori e buyer nazionali e internazionali.

La dimensione economica del comparto emerge con chiarezza dai dati sull’export. Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni italiane di cacao, cioccolato e preparazioni alimentari a base di cacao hanno raggiunto 2,4 miliardi di euro, segnando un incremento del 93,2% rispetto allo stesso periodo del 2020 e superiore al 20% rispetto al 2024. Anche la domanda interna si mantiene solida: nel 2024 le famiglie italiane hanno speso in media 23 euro al mese per zucchero, prodotti dolciari e dessert, pari al 4,7% della spesa alimentare complessiva. Di questa quota, 6,85 euro sono destinati alla categoria cioccolato e cacao, in crescita rispetto ai 6,19 euro del 2022. Il settore si conferma così stabile nei consumi interni e dinamico sui mercati esteri.

Il posizionamento di Torino affonda le radici in una storia secolare. Il cacao viene introdotto alla corte sabauda nel XVII secolo e, nel XIX secolo, dalla combinazione di cacao e nocciole nasce il giandujotto, destinato a diventare uno dei simboli della città. Da allora il legame tra Torino e il cioccolato si è consolidato attraverso pasticcerie storiche e cioccolaterie artigianali che hanno trasformato una tradizione locale in un marchio riconosciuto nel mondo. Oggi il Piemonte rappresenta uno dei poli storici della produzione nazionale, con marchi come Ferrero, Elah Dufour Novi, Baratti & Milano e Domori, accanto a una rete diffusa di artigiani specializzati. Il percorso di certificazione IGP per il Gianduiotto di Torino, con un disciplinare che tutela ingredienti e lavorazione tradizionale, si inserisce in questa strategia di valorizzazione. In questo contesto, Cioccolatò non è solo un evento pubblico, ma uno strumento di posizionamento industriale e culturale che rafforza il ruolo di Torino come capitale italiana del cioccolato.

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