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martedì 3 Marzo, 2026
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Russia, Lavrov punta a una nuova architettura di sicurezza euroasiatica: Nato, Ue e Osce stanno diventando obsolete

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La Nato e l’Unione Europea sono al tramonto: ne è convinto Sergej Lavrov, eterno ministro degli esteri russo, che ha suonato il requiem anche all’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Non è la prima volta che Mosca cerca di imporre la sua narrativa sulla fine dell’ordine occidentale liberale e delle sue istituzioni, anche se i russi sono sempre attenti a non prendere direttamente di mira gli Stati Uniti di Donald Trump. Eppure, l’affondo di Lavrov è indicativo dell’ampio progetto di Putin.

In un’intervista a TV BRICS (i BRICS sono quella realtà che raggruppa economie emergenti come Brasile, Russia, India e Cina), il capo della diplomazia russa ha definito “obsolete” la Nato, “con le promesse non mantenute all’Unione Sovietica di non espandersi verso Est”, ma anche l’Ue, colpevole di aver “ha distrutto la totalità di una ricca infrastruttura di cooperazione” con la Russia, e soprattutto l’Osce, “completamente sottomessa alle azioni unilaterali dell’Occidente”. Il peccato capitale di queste istituzioni è aver “dimenticato il principio fondamentale del consenso”, ha spiegato Lavrov.

È abbastanza evidente l’ipocrisia di chi si appella al principio del consenso mentre conduce una guerra d’invasione. Ovviamente, la Nato non si è espansa a est, come sta cercando di fare la Russia in Ucraina, dal momento che sono gli ex stati dell’URSS ad aver richiesto di entrare nell’Alleanza Atlantica dopo la dissoluzione del regime sovietico. Quegli Stati (come i Baltici) che sono entrati nella Nato, per ora godono ancora dell’indipendenza e dell’integrità dei loro confini, al contrario dell’Ucraina.

Tuttavia, è la seconda parte dell’intervista quella più rivelatrice. Lavrov, infatti, spinge per la creazione di un nuovo quadro di sicurezza euroasiatico fondato sulla cosiddetta “Grande Associazione Euroasiatica”, un progetto che dovrebbe integrare una serie di realtà regionali come lo SCO (l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) e l’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, oltre alla UEE (l’Unione Economica Euroasiatica). “Più forti saranno i legami tra le associazioni di integrazione regionali e subregionali, più solide saranno le fondamenta per costruire un modello di sicurezza comune”, ha chiosato il ministro degli Esteri russo.

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