Un impianto piemontese diventato snodo strategico della filiera del riciclo del PET. A Gaglianico, nel Biellese, lo stabilimento Coca-Cola HBC CircularPet rappresenta oggi uno dei poli più avanzati in Europa per la trasformazione della plastica post-consumo in nuovi contenitori per uso alimentare. Un sito che fino a pochi anni fa era dismesso e che, grazie a un investimento da 30 milioni di euro, è stato riconvertito in un hub industriale capace di produrre miliardi di semilavorati destinati alle bottiglie delle bevande del Gruppo Coca-Cola HBC Italia. La scelta di puntare sul Piemonte non è casuale: qui si concentra un mix di competenze industriali, infrastrutture e cultura manifatturiera che ha reso possibile l’adozione di una tecnologia ancora poco diffusa a livello globale.
Il contesto italiano ha fatto la differenza. L’impianto di Gaglianico può contare su buoni livelli di raccolta differenziata, che garantiscono un flusso costante di plastica post-consumo di qualità, e su un quadro normativo e industriale che consente di arrivare a packaging in plastica riciclata al 100%. Ogni anno lo stabilimento è in grado di trasformare fino a 30mila tonnellate di scaglie di PET in nuova materia prima-seconda, riutilizzabile nel ciclo alimentare. Un risultato che pochi mercati possono replicare con la stessa efficacia e che rafforza il ruolo dell’Italia come piattaforma avanzata per l’economia circolare applicata al packaging.
La storia di questo impianto offre uno spunto anche per il mondo imprenditoriale. La riconversione di un sito industriale chiuso in un asset strategico dimostra come sostenibilità e competitività possano procedere insieme, soprattutto se supportate da investimenti mirati e filiere locali solide. Non a caso, il modello sviluppato a Gaglianico sarà uno dei pilastri organizzativi in vista delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, con una logistica pensata per ridurre l’impatto ambientale e un portafoglio prodotti confezionato in plastica riciclata. Un esempio concreto di come un impianto piemontese possa parlare a mercati internazionali, partendo da un vantaggio competitivo costruito sul territorio.





