Bisogna prendere sul serio il premier canadese Mark Carney quando dal Forum di Davos dice che è finito l’ordine internazionale liberale? Qualche dubbio era emerso quando la Russia quasi quattro anni fa decise di invadere l’Ucraina. Tuttavia, nessuno cantò il requiem del sistema nato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale perché la Russia post-sovietica non ha mai nascosto la sua avversione all’ordine liberale, scatenando negli anni guerre in Cecenia e invadendo la Georgia, continuando tuttavia a fare affari con l’Europa e l’Occidente. Eppure, il monito di Carney questa volta va preso sul serio dal momento che l’ordine internazionale liberale è sotto attacco da parte del suo più grande ispiratore e difensore, gli Stati Uniti d’America.
Donald Trump, infatti, non sembra voler rinunciare alle sue pretese di controllare direttamente la Groenlandia. Il motivo è che altrimenti finirà nelle grinfie di Russia o Cina, una motivazione rigettata da Mosca che tuttavia esulta per quello che sta accadendo. “Non abbiamo nulla a che fare con questa questione” ha assicurato il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, durante una conferenza stampa dedicata alla diplomazia russa. Il Cremlino ritiene quella della Groenlandia “una questione geopolitica grave”, ha detto Lavrov, che ciononostante ne ha approfittato per sostenere che “le regole che dovrebbero presumibilmente sostenere un ordine mondiale adatto all’Occidente sono state tutte cancellate”.
Nel mondo è in atto un gioco in cui “la forza prevale sul diritto”, ha spiegato il capo della diplomazia russa. Insomma, alla fine il metodo Putin sull’Ucraina sembra prevalere sul diritto internazionale e il principio di autodeterminazione dei popoli, baluardi dell’ordine mondiale instaurato dopo la sconfitta di Hitler. Con il tentativo di annessione della Groenlandia, d’altra parte, Trump sferra un colpo anche alla NATO e la propaganda russa ne approfitta. Senza mai prendere di mira Donald Trump, Lavrov ha ripetuto che “la Nato si sta preparando seriamente alla guerra con la Russia”, evitando ovviamente di far riferimento al fatto che Mosca ha avviato da tempo una guerra ibrida contro gli Stati dell’Ue. Chi lo avrebbe mai detto che l’Alleanza Atlantica finisse per traballare non per i colpi degli avversari esterni ma per le pretese del suo membro più forte e importante.





