“Cogliamo uno spiraglio di pace che grazie a Trump si è aperto tra Russia e Ucraina. Conto che non ci sia più necessità di mandare armi, sono convinto che sia l’ultimo decreto armi”: con queste parole pronunciate ai microfoni di Rtl 102.5, Matteo Salvini ha ribadito la posizione della Lega che malvolentieri ha votato in Senato a favore del nuovo pacchetto di aiuti (anche militari) a Kiev, anche se qualche senatore leghista si è astenuto. Più che una disamina della situazione, sembra una pia illusione: l’unico modo per non dover più sostenere l’Ucraina aggredita è che l’aggressore interrompa la guerra, ma la Russia non sembra intenzionata a farlo.
Il capo delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky, ha dichiarato che Mosca ” ha in programma di aumentare significativamente la produzione per lanciare fino a 1.000 droni al giorno sull’Ucraina nel 2026″. Droni che spesso prendono di mira infrastrutture civili. Il disegno delle ultime settimane appare evidente. Con il calo delle temperature, infatti, si sono aggravate le prolungate interruzione di corrente elettrica in tutta l’Ucraina. Per Zelensky, l’obiettivo principale del Cremlino rimane “invariabilmente la nostra infrastruttura energetica”. Ripetuti bombardamenti che costringono milioni di ucraini a fare i conti con il gelido inverno. Ma non solo. Secondo il presidente ucraino, i russi stanno anche cercando di danneggiare le centrali nucleari ucraine, secondo quanto riferito da Rbc-Ucraina. “Abbiamo dati sulle strutture su cui la Russia ha condotto ricognizioni, in vista degli attacchi”, ha spiegato Zelensky.
Altro che negoziati e pace, insomma. Per Syrsky, Mosca non sembra intenzionata ad avviare seri colloqui di pace. “Assistiamo a un aumento delle ostilità, della produzione di armi, missili e droni”, secondo il comandante delle forze di Kiev. Una posizione condivisa anche da Zelensky, secondo il quale l’idea di prendere di mira le centrali atomiche “indica chiaramente che la diplomazia non è assolutamente una priorità per la Russia”. Ciononostante, Kiev continua il dialogo con gli Stati Uniti. Domenica, infatti, il capo della sicurezza ucraina, Rustem Umerov, ha dichiarato che aver “avuto discussioni sostanziali [con gli inviati Usa] sul piano di sviluppo economico e prosperità, nonché sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina”, discussioni che proseguiranno nelle Alpi Svizzera al Forum di Davos questa settimana.





