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martedì 3 Marzo, 2026
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Buoni pasto, soglia esentasse a 10 euro: cosa cambia per lavoratori e imprese

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Novità in arrivo per aziende e dipendenti che utilizzano i buoni pasto. Con la Legge di bilancio 2026, approvata a fine dicembre, sale da 8 a 10 euro la soglia di esenzione fiscale per i ticket elettronici, rafforzando uno degli strumenti di welfare più diffusi nel mondo del lavoro.
Dal punto di vista fiscale, il costo sostenuto dall’impresa per la pausa pranzo concorre ordinariamente alla formazione del reddito da lavoro. La normativa, tuttavia, prevede una franchigia pensata per favorire le politiche di welfare aziendale. Fino allo scorso anno il limite era fissato a 8 euro per i buoni elettronici e a 4 euro per quelli cartacei; con la nuova manovra, solo il formato digitale beneficia dell’innalzamento.
Il buono pasto rappresenta a tutti gli effetti un’integrazione al reddito, particolarmente rilevante per le famiglie del ceto medio. Secondo le stime, per i lavoratori con redditi compresi tra 25mila e 50mila euro annui il beneficio equivale mediamente a una mensilità aggiuntiva. Una misura che risponde anche al crescente caro-vita: come emerge dall’Osservatorio Welfare 2025 di Edenred Italia, il 60% dei lavoratori indica l’aumento dei prezzi come principale fonte di preoccupazione, dato che sale tra i più giovani della Generazione Z.
Sul piano pratico, l’aumento della soglia consente al datore di lavoro di riconoscere un importo giornaliero più elevato senza aggravio del costo del lavoro. Su base annua, ipotizzando circa 220 giorni lavorativi, l’incremento di 2 euro al giorno si traduce in un vantaggio complessivo superiore a 440 euro, con un valore annuo che può arrivare fino a 2.200 euro.
La platea interessata è ampia: secondo l’Anseb, l’associazione delle società emittenti, la misura riguarda circa 3,5 milioni di lavoratori, di cui 2,8 milioni nel settore privato e 700mila nel pubblico. Benefici indiretti sono attesi anche per la filiera della ristorazione e del commercio, con effetti su oltre 170mila esercizi convenzionati.
Resta però un elemento di cautela. L’aumento della soglia non comporta automaticamente l’incremento del valore dei buoni, che rimane una scelta discrezionale delle aziende. Inoltre, la differenza di trattamento tra formato elettronico e cartaceo rischia di penalizzare i dipendenti delle realtà meno digitalizzate, dove il ticket tradizionale è ancora diffuso.

Andrea Valsecchi

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