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martedì 13 Gennaio, 2026
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Logistica europea, il nodo dei mega Tir tra efficienza e infrastrutture

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L’Europa torna a mettere mano alle regole del trasporto merci e il tema finisce di nuovo sotto i riflettori. La Commissione Ue sta lavorando alla revisione della direttiva su pesi e dimensioni dei veicoli industriali, con l’obiettivo di facilitare la circolazione transfrontaliera dei cosiddetti mega Tir, mezzi già autorizzati in alcuni Paesi. Parliamo di camion più lunghi e più capienti, pensati per trasportare più merci in un solo viaggio e rendere la logistica su strada più efficiente.

La direzione è chiara: meno viaggi significano meno costi unitari, maggiore produttività e una risposta concreta a un problema sempre più diffuso come la carenza di autisti. Nei Paesi del Nord Europa, dove questi mezzi sono già utilizzati, l’esperienza viene spesso citata come esempio di razionalizzazione dei flussi logistici, favorita da infrastrutture moderne e da una rete stradale progettata per reggere carichi e dimensioni superiori.

Di segno diverso è la lettura che arriva dal trasporto ferroviario merci e da chi investe nell’intermodalità, cioè nell’integrazione tra camion e treno lungo la stessa catena logistica. Il timore è che mezzi più capienti su strada rendano il trasporto su gomma ancora più competitivo sulle lunghe distanze, ridimensionando il ruolo della rotaia proprio mentre l’Europa spinge da anni su un maggiore equilibrio tra le diverse modalità di trasporto. Per l’Italia il tema è poi anche infrastrutturale: una rete stradale complessa, con ponti e viadotti progettati per standard diversi, rende difficile un’applicazione estesa del modello nord-europeo. È su questo equilibrio – tra efficienza immediata, sostenibilità ambientale e tenuta delle infrastrutture – che manager e imprenditori sono chiamati a una valutazione strategica.

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