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martedì 13 Gennaio, 2026
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Lavoro in Italia: digitale e automazione guidano la crescita, ma restano nodi aperti

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Automazione e digitale si confermano i principali motori del mercato del lavoro italiano. Un’analisi Istat evidenzia come, dopo un 2025 di sostanziale tenuta occupazionale, il 2026 sarà segnato da una crescita più selettiva e qualitativa, con una forte attenzione da parte delle imprese verso competenze altamente specializzate. I dati di Adecco mostrano aumenti molto significativi nella domanda di tecnici per impianti industriali (+1.300%), esperti di cybersecurity (+790%) e professionisti del machine learning (+625%).
Il quadro generale dell’occupazione resta positivo. Secondo l’Istat, a ottobre 2025 il tasso di occupazione ha raggiunto il 62,7%, il livello più alto mai registrato, con oltre 24,2 milioni di persone al lavoro. Tuttavia, permangono alcune criticità strutturali, a partire dai salari: più del 60% dei dipendenti del settore privato percepisce una retribuzione annua lorda inferiore a 25mila euro, una soglia che pesa soprattutto nelle grandi città. Preoccupa anche la fascia 25-34 anni, per la quale l’occupazione risulta sostanzialmente ferma.
Le aziende continuano quindi a cercare profili qualificati, con esperienza e competenze digitali avanzate, mentre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro appare sempre più strutturale. In questo contesto si inseriscono le misure della Legge di Bilancio 2026, che prevedono il taglio dell’Irpef per il ceto medio e agevolazioni fiscali su aumenti contrattuali e premi di risultato, con l’obiettivo di sostenere i redditi e rendere il mercato del lavoro più attrattivo.

Andrea Valsecchi

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