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martedì 3 Marzo, 2026
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Imprese lombarde: confermate per il 2026 le misure regionali a supporto della nascita di nuove attività imprenditoriali

Si tratta dei bandi “Nuova Impresa” e “Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni” per i quali Regione Lombardia ha stanziato complessivamente 11 milioni di euro.

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Prosegue l’impegno di Regione Lombardia a supporto delle imprese del territorio con la conferma, anche per il 2026, di due misure strategiche volte a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali. Si tratta dei bandi “Nuova Impresa” e “Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni” per i quali Regione Lombardia ha stanziato complessivamente 11 milioni di euro, dando così continuità a due iniziative di forte valore economico e culturale.

La misura “Nuova Impresa”, che ha una dotazione di 8mln di euro, garantisce contributi per i costi connessi all’avvio di nuove micro, piccole e medie imprese, sostenendo anche l’autoimprenditorialità e le forme di lavoro autonomo con partita Iva. Una misura particolarmente apprezzata, che negli ultimi 4 anni ha aiutato 4.000 lombardi a realizzare la propria aspirazione imprenditoriale e lavorativa. I progetti presentati dovranno prevedere un investimento minimo di 3.000 euro. L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile, nel limite massimo di euro 10.000 euro.

La seconda misura “Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni”, per la quale sono a disposizione 3mln di euro, prevede contributi a supporto dell’apertura di negozi di generi alimentari e di prima necessità nei Piccoli Comuni e nelle Frazioni e viene riproposta per dare seguito alla sperimentazione di fine 2025. Anche in questo caso i progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 3.000 euro e saranno ammesse le iniziative imprenditoriali che hanno avviato l’attività a partire dal 1° giugno 2025. L’agevolazione prevede due diverse intensità di contributo: fino all’80% delle spese ammissibili con un tetto massimo di 40.000 euro nei Comuni o nelle Frazioni totalmente privi di attività commerciali di prima necessità; fino all’80% delle spese ammissibili con un tetto massimo di 20.000 euro dove sono già presenti attività con codici Ateco ammissibili diversi da quello oggetto della domanda. L’assenza del servizio – requisito essenziale per l’ammissibilità – dovrà essere certificata dal Comune, unitamente alla rispondenza dell’attività ai bisogni della popolazione residente.

Una misura, quest’ultima, approvata di concerto con l’assessorato agli Enti locali e Montagna con l’obiettivo di rivitalizzare le economie dei territori e creare le condizioni per implementare i servizi a beneficio dei cittadini, evitando così lo spopolamento delle aree montane e dei piccoli centri della Lombardia.

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