Gli ultimi dati dell’Osservatorio Inps sugli stranieri fotografano una presenza stabile e radicata di cittadini comunitari e non comunitari nel sistema economico italiano. Nel 2024 sono 4.611.267 le persone registrate nelle banche dati dell’Istituto di previdenza: la grande maggioranza, 3.980.609 individui pari all’86,3%, risulta attiva nel mercato del lavoro, mentre 378.645 persone percepiscono una pensione e 252.013 beneficiano di prestazioni di sostegno al reddito come disoccupazione o mobilità.
La composizione per Paese di provenienza conferma una geografia migratoria ormai consolidata. Al primo posto c’è la comunità romena, con 697mila presenze, pari al 15,1% del totale degli stranieri. Seguono l’Albania, con quasi 446mila residenti (9,7%), il Marocco con 366mila (7,9%), la Cina con 229mila (5%) e l’Ucraina con 225mila (4,9%). Oltre sei stranieri su dieci vivono o lavorano nel Nord Italia, area che continua a rappresentare il principale polo di attrazione per l’occupazione: qui si concentra il 61,8% della presenza complessiva. Il Centro ne accoglie il 23,1%, mentre nel Mezzogiorno risiede il restante 15,1%.
La componente lavorativa, che rappresenta il cuore dell’analisi, delinea un quadro essenziale per comprendere il ruolo degli stranieri nel tessuto produttivo. Più di 3,5 milioni risultano lavoratori dipendenti del settore privato, una categoria a prevalenza maschile (58,3%) con una retribuzione media annua di circa 16.700 euro. La distribuzione interna alle diverse attività economiche rivela differenze significative. Circa 2,7 milioni sono impiegati in settori non agricoli, con una componente maschile del 65,1% e un reddito medio che sale a 18.800 euro annui. L’agricoltura occupa invece circa 314mila stranieri, una delle fasce a maggiore prevalenza maschile (75,4%) e con salari più bassi, pari in media a 9.700 euro l’anno. Un altro mezzo milione di lavoratori è impiegato nel settore domestico, un ambito caratterizzato dalla presenza femminile (solo l’11% è costituito da uomini) e da retribuzioni medie analoghe a quelle agricole, intorno ai 9.800 euro.
Nel complesso, i dati confermano come la forza lavoro straniera continui a rappresentare una componente strutturale del mercato del lavoro italiano, essenziale per interi comparti produttivi ma ancora caratterizzata da un forte divario retributivo e da una distribuzione marcata verso le fasce professionali più fragili e meno retribuite.
Gloria Giovanditti
Stranieri in Italia, oltre 4,6 milioni: la forza lavoro che regge interi settori





