back to top
lunedì 2 Marzo, 2026
Sign In
spot_img
spot_img

Ucraina, Trump non sa come prendere Putin ma può imparare dalla risposta di Israele ad Hamas

spot_img

I più letti

L’incontro tra Trump e Putin a Budapest, il secondo nel giro di meno di tre mesi dopo quello in Alaska, è saltato, o così sembra. “Non voglio un incontro inutile. Non voglio perdere tempo, quindi vedremo cosa succederà”, ha dichiarato in un primo momento Trump ai giornalisti, salvo poi fare mezza marcia indietro. Il presidente Usa ha successivamente sottolineato di non aver mai definito “una perdita di tempo” il summit, aggiungendo che “molto sta accadendo sul terreno di battaglia” tra Mosca e Kiev. “Vi informeremo entro i prossimi due giorni” ha detto un giorno e mezzo fa Trump. Al momento della scrittura di questo articolo, tuttavia, non sono emerse novità e dunque l’incontro a Budapest rimane archiviato, per ora.

Questo continuo tentennare della Casa Bianca è dovuto principalmente al rifiuto del Cremlino di attuare subito una tregua. “Ora sentiamo da Washington che dobbiamo fermarci immediatamente” ha spiegato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, ma “fermarsi significherebbe dimenticare le cause profonde di questo conflitto, cosa che l’amministrazione americana, da quando Donald Trump è salito al potere, ha chiaramente compreso”. Per Lavrov, infatti, “un cessate il fuoco immediato significherebbe che la maggior parte dell’Ucraina rimarrebbe sotto il controllo nazista”. Insomma, la retorica di Mosca sembra sempre la stessa: cosa potrebbe portarla veramente al tavolo dei negoziati?

Quello che ha fatto Israele in Medio Oriente dopo il 7 ottobre rappresenta un utile insegnamento per Washington. In due anni Tel Aviv ha decapitato Hezbollah, ha messo in ginocchio Teheran con attacchi mirati e il sostegno dei bombardieri americani che hanno colpito i siti nucleari iraniani e ha ucciso diversi leader di Hamas, andandoli a cercare addirittura nell’intoccabile Qatar. Con il pogrom del 7 ottobre Hamas sperava nella rivoluzione, invece è stata decimata. Israele ha ottenuto tutto ciò, ma a un prezzo alto per la regione, pagato soprattutto dai civili gazawi. Alla fine, però, Hamas ha detto sì all’accordo di pace. Contro chi non conosce ragioni se non quelle della propria ideologia, la strada della pace tramite la forza sembra l’unica strada vincente. E infatti Zelensky insiste per ottenere i Tomahawk: chissà se Washington imparerà la lezione.

- Advertisement -spot_img

Altri articoli

- Advertisement -spot_img

Articoli recenti