Da martedì 30 settembre è scattato il termine per le medie imprese italiane che devono mettersi in regola con la polizza contro le catastrofi naturali, introdotta con la legge di Bilancio 2024. L’obbligo riguarda le società tra i 50 e i 250 dipendenti iscritte al registro delle imprese – con l’eccezione delle aziende agricole – e prevede che ogni realtà produttiva sia coperta da un’assicurazione contro eventi come terremoti, frane, alluvioni e inondazioni.
Chi non adempie non rischia multe, ma l’esclusione da contributi, agevolazioni e finanziamenti pubblici, oltre a possibili difficoltà nell’ottenere credito bancario.
Un obbligo nato con la Manovra 2024
La norma stabilisce che tutte le imprese con sede o stabile organizzazione in Italia debbano proteggere i propri beni immobili, macchinari e impianti produttivi da calamità naturali. Restano fuori dalla copertura obbligatoria eventi come trombe d’aria, mareggiate e grandinate, per cui sono necessarie garanzie aggiuntive.
Le imprese più colpite, secondo l’istituto mUp Research, sono proprio le piccole e medie aziende, che costituiscono oltre il 90% del tessuto imprenditoriale italiano. Nel solo 2024, più di 278mila realtà hanno subito danni da eventi calamitosi, con perdite stimate in circa 3 miliardi di euro.
Le scadenze
La copertura assicurativa riguarda però tutte le aziende del Paese, seppure le scadenze siano calendarizzate in modo differente a seconda della tipologia d’impresa.
Per le grandi imprese, infatti, l’obbligo è già scattato il 31 marzo 2025, mentre per le piccole e microimprese entrerà in vigore ufficialmente il 1° gennaio 2026, mentre per gli operatori di Pesca e acquacoltura il termine è fissato al 31 dicembre 2025.
Cosa copre la polizza
La copertura riguarda beni fondamentali per l’attività d’impresa: terreni, fabbricati, impianti e macchinari. Sono esclusi magazzini e merci, che possono essere assicurati solo con estensioni contrattuali.
I contratti possono prevedere franchigie fino al 15% del danno e indennizzi variabili a seconda dei massimali. Per coperture fino a un milione di euro lo scoperto massimo resta al 15%, mentre per importi superiori è garantito un indennizzo minimo del 70%.
Costi variabili
Il premio assicurativo dipende da fattori come la localizzazione geografica, la tipologia di immobile e l’attività svolta. Un esempio riportato da Facile.it mostra come una polizza per un ristorante del valore complessivo di 400mila euro possa costare 343,50 euro a Milano, salire a 401 euro a Roma e raggiungere i 469 euro a Palermo.
La posizione del Governo
Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l’obbligo rappresenta “un’opportunità per mettere in sicurezza il sistema produttivo”. L’assicurazione consentirebbe infatti di ottenere rimborsi in tempi rapidi e riprendere le attività subito dopo un evento disastroso. Urso ha inoltre richiamato la necessità di vigilare contro ogni forma di speculazione sui premi assicurativi e di garantire liquidazioni tempestive.
Andrea Valsecchi





