Premetto che non sono un esperto di marketing e che abitualmente non faccio campagne pay per click. Premetto anche che considero largamente più importante avere un meritato posizionamento organico – conquistato nel tempo – piuttosto che l “aiutino” di Goolge ADS: personalmente ho investito molto tempo per il primo e raccomando di farlo ai miei clienti.
Ma ci sono casi in cui l’ADS può avere un suo valore aggiunto: uno mi si sta presentando proprio in questi giorni grazie alla mia collaborazione con un’azienda attiva negli assemblaggi di prodotti industriali.
Il valore aggiunto ce l’ha, appunto, perché si aggiunge ad una buona visibilità organica già in possesso dell’azienda in questione: essa si rivolge a svariati settori merceologici per cui l’ADS può rastrellare interessamenti a 360° (espressione che detesto ma in questo caso è la più realistica).
L’azienda svolge un servizio utile in molteplici contesti manifatturieri e, nell’intento di ottenere Leads, sta gestendo una campagna di test ADS di qualche mese: è normale che queste campagne abbiano una durata limitata per valutarne i risultati ed eventualmente operare modifiche.
Dal momento che il mio compito è procurare nuovo business all’azienda utilizzando leve commerciali, mi sono chiesto come sfruttare al meglio quella circostanza. La decisione di usare ADS è stata presa dall’azienda e dall’agenzia di marketing che la segue.
“l’obiettivo è capire quali settori merceologici necessitano maggiormente dei servizi aziendali”
Cioè, capire quali, tra la decina di settori industriali cui l’azienda si rivolge, manifestano maggiormente un interessamento ai suoi servizi: in tal modo per la mia azione di sviluppo business posso usufruire di un orientamento e di un criterio di ricerca aggiuntivi forniti da ADS
Questi criteri vanno ad aggiungersi ad altri che abitualmente uso (primo tra tutti le analisi degli andamenti settoriali e l’AI).
Mi sono detto: se l’azienda dovesse ricevere auspicabilmente decine o centinaia di visite al sito web nel periodo della campagna ADS, capire i settori di provenienza delle visite consentirebbe di creare una classifica per essi. Ad esempio, prima la subfornitura meccanica, poi la strumentazione, poi ancora l’automazione industriale e i dispositivi medicali e via discorrendo.
“per condurre un’attività commerciale occorre sapere CHI visita il sito web”
Da solo Google ADS non serve allo scopo, poiché da tutte le indicazioni e le statistiche sulle visite ma non sui visitatori.
Ecco che serve un tool complementare: sto parlando di uno dei nuovi tools di tracciamento che, grazie alla AI, ci dice il dominio di provenienza del visitatore, ancorché non il nome della persona fisica.
Ma questo basta a noi per capire il settore merceologico del visitatore, che è proprio il nostro scopo.
Questi tools hanno solitamente modalità “freemium”.
L’utilizzo di un tool combinato con Google ADS per acquisire nuovi clienti porta con sé abitualmente un certo “spam” ovvero i “naviganti” curiosi che non hanno bisogno realmente del prodotto o servizio che hanno cliccato. Vi sono aziende che non usano ADS proprio per evitare tali disturbi o perché apporta visitatori di basso profilo.
Ma dietro all’apparente curiosità del cliccatore ci può essere un bisogno latente: a noi interessa capire quali settori hanno tale bisogno ovvero condurre una mini-analisi di mercato.
“chi clicca ripetutamente nel tempo andrà preso molto sul serio”
Naturalmente aziende di questo tipo saranno oggetto di un’azione commerciale diretta. con maggiori probabilità di essere almeno ascoltato.
Chiunque può utilizzare tools di questo tipo, non occorre essere un’agenzia di marketing.
Alberto Scanziani





