C’è anche Carmelo Ferraro, Direttore Generale dell’Ordine degli Avvocati di Milano e Presidente del comitato MI’mpegno, tra gli aderenti alla giornata di digiuno a staffetta – partita l’8 luglio con termine a metà agosto -, l’iniziativa promossa da alcuni operatori di giustizia per chiedere al Parlamento di esaminare e ricalendarizzare il disegno di legge Giachetti, che affronta il drammatico tema del sovraffollamento carcerario, con l’allargamento temporaneo della liberazione anticipata.
Un tema che emerge nella sua caratteristica di urgenza indifferibile soprattutto nel periodo estivo quando il caldo torrido rende ancora più insopportabili gli spazi ristretti delle celle sovraffollate, sommandosi alle carenze strutturali delle strutture penitenziarie italiane e all’assenza di percorsi rieducativi. Un insieme di fattori che rappresenta una quotidiana violazione della dignità di chi è detenuto, e un grave pregiudizio per chi lavora in carcere come la Polizia Penitenziaria.
In questo contesto il gesto del digiuno non è solo simbolico, ma rappresenta una richiesta urgente di attenzione e responsabilità: “Le condizioni disumane in cui versano molte strutture detentive italiane sono una ferita aperta per uno Stato di diritto – sottolinea Ferraro -. Come cittadino, come rappresentante di varie istituzioni sento il dovere di partecipare a questa mobilitazione; così come ritengo necessario sostenere la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare “Zuccheddu” per garantire sostegno economico tempestivo in caso di ingiusta detenzione; e anche sostengo il progetto “Aria di umanità” dell’Ordine Avvocati di Milano, per assicurare i ventilatori ad ogni cella”.
“La giustizia non si misura solo nelle aule dei tribunali – conclude Ferraro – ma anche nella capacità dello Stato di garantire diritti fondamentali a chi ha perso la libertà, ma non deve perdere la propria dignità”.





