Il crollo delle nascite in Italia non è più solo una tendenza, ma una vera e propria emergenza nazionale. Secondo i dati Istat, i nuovi nati sono passati da 420.084 nel 2019 a circa 370.000 nel 2024. Una flessione costante che, se non invertita, ridurrà la popolazione da 59 a 54,8 milioni entro il 2050, per poi scendere a 46,1 milioni nel 2080. Il tasso di fecondità attuale, pari a 1,18 figli per donna, è tra i più bassi d’Europa.
Il calo delle nascite comporta un rapido invecchiamento della popolazione. Entro il 2050, le persone over 65 rappresenteranno oltre il 34% del totale. Il rapporto tra chi lavora e chi no (giovani e anziani) è destinato a scendere, passando da circa 3 a 2 oggi, a un preoccupante 1 a 1 nel 2050.
Giovani in calo, scuole svuotate
Anche le scuole iniziano a risentirne: nell’anno scolastico 2025/2026 ci saranno 134mila studenti in meno rispetto all’anno precedente. La popolazione scolastica, oggi di 6,9 milioni, potrebbe scendere sotto la soglia dei 6 milioni entro dieci anni, minando il futuro ricambio generazionale del mondo del lavoro.
Un’economia sotto pressione
Il declino della popolazione in età lavorativa (stimato in -5 milioni di persone entro il 2040) comporterà una perdita dell’11% del Pil secondo Bankitalia. L’Ocse prevede, entro il 2060, un calo del 34% della forza lavoro. Questo avrà un impatto diretto sul sistema produttivo, già oggi penalizzato da carenze di competenze in settori chiave come l’industria e l’energia.
Costi sempre più alti per sanità e welfare
Il progressivo invecchiamento comporta anche un aumento della spesa sanitaria e assistenziale. Secondo il rapporto Awg 2024, entro il 2070 la spesa per la sanità salirà al 6,4% del Pil e quella per la long-term care al 2,1%. Inoltre, Istat prevede che entro il 2043 il 40% delle famiglie sarà composto da una sola persona, con oltre 6 milioni di over 65 che vivranno da soli.
Il peso crescente del welfare
La Ragioneria Generale dello Stato lancia l’allarme: la spesa pubblica per pensioni, sanità e assistenza continuerà a salire, arrivando al 25,1% del Pil nel 2043, per poi calare leggermente al 22,7% nel 2070, quando usciranno dal sistema i baby boomer.
Andrea Valsecchi





