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venerdì 27 Febbraio, 2026
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Mobilità urbana, Italia ancora ferma: l’auto resta il mezzo preferito, cala la domanda complessiva

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Nonostante le crescenti difficoltà legate alla circolazione e al parcheggio nei centri urbani, il trasporto pubblico in Italia copre meno dell’8% degli spostamenti quotidiani. L’auto privata resta di gran lunga il mezzo più utilizzato per muoversi in città, scelta strutturale soprattutto nel Sud del Paese, dove il trasporto pubblico risulta meno sviluppato rispetto al Nord. È quanto emerge dal primo rapporto di The Urban Mobility Council, realizzato in collaborazione con Isfort e presentato durante il forum promosso da Unipol a Milano.

La mobilità urbana rappresenta circa il 70% degli spostamenti totali effettuati dagli italiani, ma oltre la metà di questi avviene ancora in automobile. Il parco circolante nazionale, con oltre 41 milioni di veicoli (70 ogni 100 abitanti), è tra i più estesi e più vecchi d’Europa: un’auto su quattro ha più di vent’anni. L’elettrico, nonostante le politiche di incentivazione, rappresenta appena lo 0,7% del totale dei veicoli in circolazione.

Secondo il rapporto, la domanda di mobilità è in calo: nel giorno medio feriale si contano poco meno di 100 milioni di spostamenti, per circa un miliardo di chilometri percorsi. Tuttavia, il dato provvisorio del 2024 stima un -3% di spostamenti rispetto al 2023 e un -8,5% rispetto al 2019, periodo pre-pandemico. Alla base del calo, spiegano gli esperti, ci sono l’invecchiamento demografico, l’espansione dei servizi di prossimità e la diffusione delle connessioni digitali. Tendenze destinate a proseguire: le stime dell’Istat indicano che, nei prossimi anni, il calo demografico potrebbe ridurre la domanda di mobilità del 7%. L’uso dei mezzi pubblici tende a crescere nelle città di dimensioni maggiori, dove esiste una correlazione positiva tra densità urbana e utilizzo del trasporto collettivo, mentre nei piccoli centri si consolida la dipendenza dall’auto privata.

Dal punto di vista economico, il settore dei trasporti ha generato nel 2024 oltre 125 miliardi di euro di valore aggiunto, di cui 98,5 miliardi nei servizi (pari al 78% del totale) e 27,7 miliardi nell’industria dei mezzi di trasporto. Le famiglie italiane, inoltre, hanno speso 167,7 miliardi di euro in trasporti, il 13,2% dei consumi totali, collocando questa voce al terzo posto dopo le spese per l’abitazione (291 miliardi) e per l’alimentazione (185 miliardi). In termini reali, i consumi per la mobilità sono aumentati del 2,2% nel solo 2024, ma risultano comunque in calo dell’1,6% rispetto al quinquennio precedente.

Resta alta l’attenzione sul fronte della sicurezza stradale. Nel 2023 si sono registrate oltre 3.000 vittime e più di 224.000 feriti, con il 73,3% degli incidenti avvenuti in ambito urbano. Un dato che conferma il ritardo dell’Italia nel centrare gli obiettivi europei di riduzione delle vittime stradali, con un tasso di mortalità ancora superiore alla media continentale.

Gloria Giovanditti

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