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Piano Colao è fatto, ma si realizzerà mai?

Volevamo aiutare il governo ad uscire dalla paralisi nella quale si trova il Paese. Oggi possiamo dire missione compiuta”. Così parla il super manager Vitorio Colao esattamente due mesi dopo dall’assegnazione dell’incarico ricevuto dal presidente del Consiglio.

Per far ripartire le aziende, il piano Colao prevede l’esclusione dalla responsabilità penale per i datori di lavoro a causa del contagio da Covid19, oltre all’adozione di un codice di comportamento ma fortemente sponsorizzato dal Governo, che preveda indicazioni volte a riattivare la circolazione della liquidità, per esempio il pagamento dei fornitori a non oltre 30 giorni.

Per rafforzare il tasso occupazionale, è prevista la riqualificazione di lavoratori e disoccupati attraverso fondi specializzati.

Si prevedono incentivi alle imprese (riduzione cuneo fiscale, defiscalizzazione spese di formazione) e ai lavoratori (utilizzo di programmi formativi di qualità e un sistema di valutazione della qualità dei programmi di formazione).

I contratti a termine, andrebbero prorogati almeno fino alla fine dell’anno, anche derogando a regole che in alcune casi vietano i rinnovi.

Le infrastrutture e l’ambiente sono il volano del rilancio, perché i lavori connessi alla creazione di nuove infrastrutture aiuteranno il Paese a crescere di più nel futuro” spiega l’ex ad di Vodafone, che propone anche la semplificazione radicale del codice degli appalti, applicando alle infrastrutture di interesse strategico le direttive europee. Viene auspicata da Colao anche un’unità di presidio presso la presidenza del Consiglio, al fine di sburocratizzare le procedure con la pubblica amministrazione.

Viene consigliata anche una rete in fibra che copra tutta l’Italia, anche aumentando i limiti per le emissioni (oggi in Italia tre volte più bassi di quelli medi europei).

Il piano prevede incentivi alla riapertura, come la defiscalizzazione contributiva in caso di assunzione o agevolazioni per i costi dovuti alle sanificazioni. Per incentivare il turismo si prevede il completamento dell’alta velocità sulla dorsale tirrenica, in modo che arrivi fino in Sicilia.

In tema di salute, si propone di sviluppare un sistema di monitoraggio sanitario basato sulla tessera sanitaria, che consenta di alimentare le banche dati.

La task force ha individuato alcune riforme per semplificare la burocrazia, ad esempio legando la responsabilità dei dirigenti pubblici ai soli risultati della gestione e prevedendo un premio assicurativo pagato dall’amministrazione in caso di danno erariale.

Per le famiglie, si propone il potenziamento di congedi parentali e di paternità.

Da ultimo per ciò che concerne l’istruzione, tenendo conto che l’Italia è tra gli ultimi posti al mondo per investimenti nella scuola in rapporto al Pil, il piano Colao tende una mano ai privati, al fine di supportare insegnanti, cultura, ricerca e scuola, oltre alla creazione di poli nazionali di eccellenza scientifica. Per legare il mondo della scuola a quello del lavoro, il piano prevede la spinta alla formazione di nuove competenze, un canale di istruzione terziaria personalizzato e una piattaforma digitale in cui le aziende stesse faranno dei corsi di formazione agli studenti.

Sono tutti degli ottimi propositi. C’è da capire adesso come si realizzerà tutto questo, se mai si realizzerà, in quanti anni, e soprattutto con una maggioranza mai così frastagliata ed un presidente del Consiglio che recentemente non ha nascosto segnali di distanziamento dal piano economico appena analizzato.

Andrea Curcio

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